Decisioni e felicità

·

5 minuti di lettura

Spiritual bypassing: quando la calma diventa un modo per non decidere

Spiritual bypassing: quando calma e accettazione diventano un modo per non affrontare un problema. Come riconoscerlo e un esercizio di una settimana.

Dott. Mario Giglio, psicologo

·

Spiritual bypassing: quando la calma diventa un modo per non decidere

Lo spiritual bypassing è una trappola in cui cadono soprattutto le persone che si impegnano a stare meglio. Meditano, leggono, respirano, imparano ad accettare. E a un certo punto scoprono che la calma costruita con tanta fatica sta lavorando contro di loro: le tranquillizza abbastanza da non fare più niente.

Non è un problema di pratica sbagliata. Meditazione e mindfulness hanno buone evidenze a supporto, e non ho nessuna intenzione di dirti di smettere. Il problema è più sottile: lo stesso strumento si può usare in due modi opposti. E da fuori, ma spesso anche da dentro, i due modi si somigliano moltissimo.

Cos’è lo spiritual bypassing

Il termine lo ha coniato lo psicologo statunitense John Welwood negli anni Ottanta. Indicava l’uso di idee e pratiche spirituali per evitare le proprie questioni personali invece di attraversarle. Non per risolverle: per non sentirle.

Oggi non serve vivere in un ashram per farlo. Basta la frase giusta al momento giusto. «Devo lasciar andare.» «Tutto accade per un motivo.» «Non posso controllare gli altri, solo come reagisco.» Sono frasi vere. Ed è proprio questo che le rende un anestetico così efficace: nessuno può contestarle, nemmeno tu.

Il punto non è se la frase sia vera. Il punto è cosa fai dopo averla detta.

Accettare prima di agire, o accettare al posto di agire

Usata prima di agire, l’accettazione è uno strumento potente. Abbassa l’ansia quanto basta per guardare la situazione in faccia. Ti permette di avere quella conversazione difficile senza tremare, di aprire la mail che rimandi da tre settimane, di dire un no che pesa. Qui la calma è una rampa: ti porta verso il problema.

Usata al posto di agire, la stessa accettazione diventa un divano. Ti siedi, respiri, ti senti meglio. E il problema resta dov’era. Anzi, cresce, perché i problemi lasciati soli non stanno fermi. Il socio che non rispetta gli accordi continua a non rispettarli. La relazione che ti svuota continua a svuotarti. Tu però sei più tranquillo, e quella tranquillità ti sembra un progresso.

Non è pigrizia e non è mancanza di coraggio. È un meccanismo comprensibile: affrontare un problema costa, e la mente cerca sempre la strada che costa meno. Se una frase ti regala lo stesso sollievo di una decisione presa, senza il rischio di sbagliare, è normale che la tua mente la preferisca. Il guaio è che il sollievo dura qualche ora. Il problema no.

È qui che la trappola si chiude. Il sollievo è reale, e la mente lo registra come una soluzione. Ogni volta che ti calmi senza muoverti, impari che calmarti basta.

Il test per capire se la tua calma ti sta aiutando

C’è una domanda semplice, e un po’ scomoda, da farti ogni volta che ti senti in pace con una situazione che prima ti agitava.

Dopo esserti calmato, la cosa difficile è più vicina o più lontana?

Se è più vicina, se adesso riesci a fare la telefonata, a mettere un confine, a prendere la decisione, la tua calma sta lavorando per te. Se è più lontana, se ora ti sembra meno urgente, meno grave, «non così importante», allora la calma sta lavorando per il problema.

Fai attenzione a un dettaglio. Il segnale più tipico dello spiritual bypassing non è l’agitazione. È una serenità che arriva troppo in fretta, proprio sulle cose che non hai ancora toccato.

Non ogni dolore è una lezione

C’è una variante di questa trappola che fa più danni delle altre. È l’idea che ogni sofferenza nasconda un significato da cogliere, una lezione da imparare, un’occasione di crescita.

A volte è così. Ma a volte il dolore è semplicemente il segnale che qualcosa ti sta facendo del male. Un lavoro che ti consuma, una persona che ti manca di rispetto, un ritmo che il tuo corpo non regge più. In quei casi trasformare il dolore in un insegnamento significa spegnere l’allarme mentre la casa brucia.

Pensa a quante volte ti sei detto che una certa fatica «ti sta insegnando la pazienza». Magari è vero. Ma prova a farti anche un’altra domanda: se un amico ti raccontasse la stessa situazione, con le stesse parole, gli diresti di restare lì e imparare la lezione, o gli diresti di cambiare qualcosa? Con gli altri vediamo subito quello che in noi copriamo con una bella frase.

Il dolore che ti informa va ascoltato, non trasceso. E ascoltarlo spesso vuol dire cambiare qualcosa fuori, non solo dentro.

Esercizio: il diario di ciò che hai lasciato andare

Per una settimana, ogni sera, prendi un foglio. Scegli una sola situazione che negli ultimi tempi hai deciso di «lasciar andare», di accettare, di non combattere.

Scrivi due righe soltanto. Nella prima rispondi a questa domanda: il problema è ancora lì? Non come lo senti, ma com’è nei fatti. Nella seconda: oggi ho fatto un passo concreto, anche minuscolo, rispetto a questa situazione? Un messaggio, una richiesta, una decisione, anche solo informarti.

Alla fine della settimana rileggi tutto. Se il problema è sparito, bene: lo hai lasciato andare davvero. Se è ancora lì e la seconda riga è rimasta vuota per sette sere, non hai accettato niente. Hai rimandato con più eleganza. Saperlo è già il primo passo, perché adesso puoi usare la tua calma per quello che sa fare meglio: prepararti ad agire.

Quando serve un aiuto in più

Se ti accorgi che la pace che hai costruito copre una situazione che ti fa stare male da molto tempo, o se ogni volta che provi ad affrontarla l’ansia sale fino a bloccarti, può essere utile parlarne con uno psicologo. Non per smettere di meditare o di cercare equilibrio, ma per capire cosa stai evitando e trovare un modo di avvicinarti senza sentirti travolto. Da soli, spesso, si vede solo metà del quadro.

Se vuoi capire perché, ogni volta che le cose iniziano a muoversi, qualcosa ti riporta al livello di prima, fai il test gratuito Il Termostato Mentale: in tre minuti scopri su che livello è tarato il tuo termostato e il modo preciso in cui interviene, anche quando ti sembra di essere in pace.

Prova adesso · Gratis, dal telefono

Il Termostato Mentale

Ogni volta che le cose vanno bene, qualcosa ti riporta al livello di prima. Il test trova su che livello è tarato il tuo termostato e il modo preciso in cui interviene.

Lettere di psicologia strategica

Ogni mattina una lettera come questa, gratuita.

Lascia la tua email e domani arriva da te. Niente spam, solo una lettera al giorno.